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Il Giorno è vicino

I Domenica di Avvento

Il Giorno è vicino

Facciamo memoria dell'avvenire. Il mondo e la vita non si sono fermati nella ripetizione dell'identico, il nuovo è ancora in cammino verso di noi e noi verso di lui. L'Avvento ci invita a prenderne coscienza di nuovo. Ecco l'esortazione di San Paolo " E' ormai tempo di svegliarvi dal sonno". Il sonno è la parentesi dell'attività. L'avvento ci dice di aprire gli occhi e di guardare ciò che viene. Poi agiremo. E' normale che la nostra azione sia comandata, ispirata dalla nuova realtà che ci viene incontro. La prospettiva del "ritorno di Cristo" è alla sorgente della chiesa, alla radice della fede, della speranza e della carità.

Educhiamoci al Natale

Educhiamoci al Natale

La domenica precedente al Natale il vangelo ci racconta della visita di Maria a Elisabetta sua cugina. Nonostante le circostanze particolari in cui si trovava Maria era ovvio che andasse a trovare la cugina che aveva concepito in tarda età, non fosse altro perché glielo aveva detto l’angelo. Ma c’è di più da riflettere. Ciascuna delle due donne ha da portare qualcosa all’altra. Alla parola di Maria Elisabetta “è ripiena di Spirito Santo” e il fanciullo “sobbalza” nel suo seno. Alle parole di Elisabetta , Maria “trasale “ di gioia e prende coscienza di ciò che gli sta avvenendo. L’incontro è par le due donne portatore di gioia.

Cosa dobbiamo fare

Cosa dobbiamo fare

E’ una domanda frequente nel Nuovo testamento. Lo chiedono i figli d’Israele la mattina della Pentecoste, la chiedono dopo la moltiplicazione dei pani e nel vangelo di oggi le folle presenti lo chiedono al Battista. La risposta è progressiva e la liturgia di questa domenica ce ne declina i passaggi: siamo soggetti alla legge del Signore, siamo destinati a ricevere la grazia di Dio e vivere di Lui, per entrare in questo mistero dobbiamo gioire di Lui.

Il profeta ha parlato

Il profeta ha parlato

Nei momenti difficili del suo popolo Dio mandava un profeta. Nella liturgia di oggi ne incontriamo due :Baruc, segretario di Geremia e Giovanni Battista. Il profeta parla in nome di Dio e non ha scelta: la parola del Signore deve essere detta ai fratelli e non può in nessuna maniera sottrarsi a questo compito. Il contenuto della parola è sempre sostanzialmente lo stesso: il Signore è vicino al suo popolo, il Signore è fedele alla sua alleanza, l’uomo deve fedeltà e amore al Suo Dio che non lo abbandona mai. Il profeta vede e parla.

LA CONCLUSIONE DELL’ATTESA

LA CONCLUSIONE DELL’ATTESA

L’attesa sta per concludersi , il Messia sta per arrivare. Tutto il passato aspettava quel giorno e il futuro è riferito ad esso. Il tempo si misura da quel momento: prima o dopo Cristo. L’attesa non era soltanto dell’uomo che doveva essere salvato ma anche di Dio che desiderava salvarlo. Dio voleva concludere la creazione : entrare a far parte della Famiglia umana per introdurre l’uomo nella famiglia divina. E venne il momento di rimettere l’orologio della storia. Tutti sappiamo come si svolsero le cose. Un messaggero di Dio chiese la collaborazione di una giovane donna, Maria, per entrare realmente nella famiglia umana, diventare uomo.

III Domenica di Avvento

La vera gioia

III Domenica di Avvento

Tutti cercano la gioia ma pochi la trovano. Non sarà un’avventura impossibile? Tante prove e ostacoli ne sbarrano la strada. La gioia non si incontra più nei paesi ricchi che in quelli poveri, forse è il contrario. La gioia non è la soddisfazione del consumatore.

II Domenica di Avvento

Due Grandi Desideri

II Domenica di Avvento

Il desiderio sostiene l’attesa , l’avvento ci manifesta il desiderio di Dio e il desiderio dell’uomo senza dimenticare che l’uomo vale quel che desidera.

Il desiderio di Dio. Dio vuol salvarci, ha in mano la salvezza e a noi, con tutte le nostre preoccupazioni e tensioni fa sapere per mezzo del profeta : “è finita la tua schiavitù, la tua iniquità è scontata, ormai il tuo castigo lo hai già avuto… Il Signore Dio viene con potenza, lui ha il dominio, vi farà pascolare come un gregge , porta gli agnellini sul petto ed ha rispetto per le pecore madri” Gesù ha manifestato il suo desiderio con passione “Ho desiderato fortemente di mangiare questa Pasqua con voi”.

Aspettare

Aspettare

L’attesa è l’atteggiamento fondamentale del cristiano. Ogni volta che i cristiani si incontrano per l’Eucarestia precisano che sono “in attesa della Sua Venuta”. Aspettare “Colui che era , che è e che viene” da al cristiano quel senso di provvisorietà e di attesa della novità che mantiene freschi e giovani. L’anno liturgico comincia col tempo che si chiama addirittura “Avvento” cioe’ attesa ma che caratterizzerà tutto l’anno che non è che un succedersi continuo di attese.

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