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RIMANDARE ALLA COSCIENZA

RIMANDARE ALLA COSCIENZA

La settimana scorsa ho scritto che il Sinodo circa la comunione ai divorziati risposati rimandava alla coscienza e, me l’aspettavo, è arrivata la prima obiezione: allora ciascuno fa quel che vuole. No

La coscienza non è una pagina vuota in cui ciascuno scrive quel che vuole ma fin dalla nascita è scritto nel DNA di uomini una legge che guida la vita umana. Ecco cosa dice il Concilio Vaticano II.” Nell'intimo della coscienza l'uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire. Questa voce, che lo chiama sempre ad amare, a fare il bene e a fuggire il male, al momento opportuno risuona nell'intimità del cuore: fa questo, evita quest'altro.

L'uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro al cuore; obbedire è la dignità stessa dell'uomo, e secondo questa egli sarà giudicato . La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell'intimità. (G. et sp. 16)

Tutte le volte che parlo di coscienza ricordo le parole di un anziano prete “la coscienza è come la trippa, più si tira più viene”. Ed è sicuramente la tentazione di tutti: tirare, tirare per fargli dire ciò che uno vuole.

Ovviamente la coscienza è come la Parola di Dio, scritta chiara e precisa, ma uno può non ascoltarla o credere che è stata detta per gli altri. Può essere utile l’intervento , l’aiuto di un fratello nella fede che potrebbe essere il sacerdote confessore che non deve violentare la coscienza di nessuno ma aiutare a far la verità su se stesso cioè a metterlo in ascolto della propria coscienza, della propria, non di quella degli altri perché nessuno può sostituire la coscienza personale. Terribile l’affermazione di Goebbels, il criminale nazista, “la mia coscienza è il fuhrer”.

Dinanzi al dilagare del male sociale si fa appello a leggi più severe e ad aumento dei corpi di polizia, palliativo pressoché inutile, anziché alla la coscienza dei cittadini alla quale non viene mai fatto riferimento. Viene da pensare che l’Italia è una repubblica fondata sulle contravvenzioni più che sul lavoro se per pagare la contravvenzione di una violazione involontaria del codice della strada servono due giornate lavorative.

Per ascoltare la coscienza bisogna essere sulla sua lunghezza d’onda e se l’abbiamo persa va richiesta “Parla Signore che il tuo servo ti ascolta.”

La coscienza è l’unica legge dell’uomo. “Non esiste una legge universale” dice Papa Francesco. La nostra fede ci insegna che Dio vuole il dialogo con ciascuno dei suoi figli ,un dialogo strettamente personale, e il luogo dell’incontro , la cripta solitaria della nostra chiesa interiore dove lui abita è la coscienza.

Primo dovere è educare la coscienza dei bambini. Ciò che è male e ciò che è bene non è determinato dal premio o dal castigo della mamma ma dall’ascolto di Gesù che parla nel cuore di ciascuno. Non sono cose da ragazzini ma la base dell’agire morale. Vale anche per il pubblico amministratore chiedere a Gesù se può approfittarsi del denaro degli altri come vale per il marito che vuol farsi una moglie nuova chiedere a Gesù cosa ne pensa. Gesù “che abita per la fede nei nostri cuori” fa sentire la sua voce nella coscienza di ciascuno.

La coscienza va educata. Come fare? Ne parleremo la prossima settimana.

 

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