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Voglio la misericordia!

V domenica di Quaresima

Voglio la misericordia!

Venendo Gesù,dal monte degli ulivi verso il tempio avviene un incontro, ovviamente ben preparato da quelli che volevano trarlo in un tranello: gli presentano una donna presa in flagrante adulterio per sapere cosa pensasse lui dal momento che la legge di Mosè prevedeva la lapidazione. Strano che presentino soltanto la donna e non anche l'uomo dal momento che per l'adulterio bisogna essere in due.

Cosa fare? E' anche un problema di oggi. Il silenzio di Cristo, il gesto sobrio , il suo rifiuto di una religione che diviene pretesto per origliare e giudicare gli altri, il suo coraggio di rimandare ciascuno alla propria verità ci prepara a ricevere la lezione. Siccome insistono ad interrogarlo comincia a scrivere per terra e poi dice:"Chi è senza peccato scagli la prima pietra" Rimanda quei giudici dinanzi alla loro condizione di peccatori e mette loro stessi davanti a quella legge che sanno brandire così bene per gli altri. Tutti si ritirano a cominciare dai più anziani.
Rimane solo Gesù con una donna il cui peccato è pubblico. Un essere umiliato, chiuso nel suo peccato. La sua parola gli apre un avvenire. "Donna dove sono? Allora nessuno ti ha condannato. Neppure io ti condanno, va e non peccare più". Ecco il volto della misericordia che ci raggiunge. Non è lassismo ma comprensione della debolezza umana, verità del perdono, e dono di una nuova vita.
Son tanti gli uomini e le donne intorno a noi che sono sequestrati dal male, prigionieri del loro peccato e di avvenimenti che gli hanno segnati e che aspettano la luce di un volto di misericordia, una parola che gli apra un avvenire! Solo Cristo può farlo. C'è bisogno di riscoprire questo volto, la potenza di questo amore nel "sacramento della riconciliazione" che è la via ordinaria per ottenere il perdono dei peccati.
La chiesa vive della misericordia di Dio. Il sacramento della riconciliazione ci fa sperimentare questa misericordia che è più forte del peccato. Da parte sua ogni cristiano sperimentando la misericordia di Dio nella sua esperienza ecclesiale è chiamato ad irradiare questo volto di misericordia in tutti i rapporti umani e in tutte le umiliazioni. Quando Giovanni Paolo II scrisse la sua lettera "Dives i misericordia "auspicò che fosse ricevuta come" una lettera d'amore".
Facciamo tante esclusioni con parole , atti e atteggiamenti. Le conseguenze sono incalcolabili. I segni di stima e di fiducia sono spariti. La nostra società deve imparare di nuovo giustizia, saggezza, umanità e uguaglianza. Valori che Cristo ci mette davanti con questa pagina di vangelo. Ciascuno di noi è impegnato dal Signore della storia, che conosce bene il cuore degli uomini. Che ci doni il coraggio della parola e dei gesti di misericordia.

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