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Venerdì

III settimana di Pasqua

Venerdì

Quando ci sono le condizioni Gesù è disposto al perdono. Riascoltiamo oggi il dialogo col ladro crocifisso alla sua destra. "Noi siamo stati condannati perché riceviamo il giusto delle nostre azioni, Egli invece non ha fatto nulla di male. Gesù ricordati di me quando entrerai nel tuo regno" Gesù prontamente rispose "Oggi sarai con me in paradiso".

Questo atto profetico al momento della morte è segno chiarissimo della misericordia che perdona il peccato e ridona la vita per sempre. L'essere personale del ladrone è toccato come quello del paralitico e la resurrezione è promessa attraverso il Figlio dell'uomo.
Ma cosa fa questa misericordia? Ci restituisce la purezza? Cosa avviene dopo la morte e resurrezione di Gesù?
Tutti siamo peccatori e tutti siamo riconciliati col Padre in Lui. La misericordia è Lui.
Anche noi peccatori eravamo con la folla a gridare "crocifiggilo". Siamo tutti peccatori. Da questo riconoscimento sorge la certezza di una misericordia universale ma anche particolare per me. Anch'io come te siamo chiamati a riconoscere come il buon ladrone e il centurione che Lui è l'unico giusto e in quel momento stesso prendiamo posto in quel paradiso che è l'esperienza della misericordia di Dio. C'è misericordia infatti per chiunque ha l'umiltà di riconoscere il proprio peccato come le folle che lasciando il Calvario si battevano il petto perché presentivano che si era compiuto il grande mistero del perdono.
La misericordia e il perdono sono inscindibilmente legati alla Croce. Dalla Croce parte l'invito "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostra celeste"

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