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Venerdì

II settimana di Pasqua

Venerdì

Contrariamente all'esperienza di Giona c'è quella di un altro profeta: Gioele che la chiesa ci fa riascoltare ogni anno all'inizio della quaresima. Gioele espone ai suoi destinatari gli attributi divini perché ne approfittino.

"Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira e grande nell'amore, pronto a ravvedersi riguardo al male. Chissà che non cambi e si ravveda e lasci dietro di se la benedizione?
Giustizia e misericordia, sono i due attributi divini difficili da conciliare. Giona preferisce Dio bloccato a quello della giustizia, ma questo non sarebbe un Dio vivente, sarebbe un idolo, mentre Gioele fa leva sulla misericordia.
Un altro profeta con intensità narrativa quasi lirica fa capire la passione dell'IO divino nel passare da un attributo all'altro. E' il profeta Osea. "Come potrei abbandonarti, Efraim, come consegnarti ad altri Israele? Come potrei trattarti al pari di Adma, ridurti allo stato di Seboim? Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio, non un uomo; sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira" (Osea 11,8-9).
Abbiamo a che fare con un Dio non con un uomo. L'uomo è giusto e sa essere cattivo, Dio è buono e sempre misericordioso.

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