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Tutti come Cristo

Tutti come Cristo

Chi è un santo? La parola santo ci richiama un “tutt’altro”, cioè cose di altro ordine. Lo diciamo comunemente, “non son mica un santo”, oppure “dovremmo essere dei santi” per dire qualcosa di irraggiungibile. Per la Bibbia uno solo è santo:Dio. “Uno solo è buono” dice Gesù. Allora è legittimo chiamare una persona santa? Chi è il santo? Gesù Cristo e Lui soltanto.

Lo diciamo nella Messa: “Tu solo il Santo, Tu solo il Signore, Tu solo l’Altissimo Gesù Cristo”. Allora perché piazzare certi uomini su un piedistallo, onorarli, distinguerli dagli altri per la loro “santità”? La prima risposta è perché Dio vuole stupirci con l’opera che ha compiuto in un uomo che riproduce l’immagine della santità di Dio. La seconda è perché gli uomini hanno bisogno di costatare che la grazia di Dio, l’azione dello Spirito santo riescono a muovere la libertà dell’uomo con confidenza.

Santo, allora è colui che assomiglia a Gesù Cristo. Ho visto in un’abbazia un graduale in cui per la festa di tutti i Santi la prima pagina era completamente occupata da un gran volto di Cristo. Chiaro! Perché il volto di Cristo è il volto di tutti i santi. Quando infatti il Papa canonizza un cristiano non fa che dichiarare che la sua vita è stata conforme al Vangelo, per cui chi lo imita, realizza il Vangelo. Seguendo San Francesco si realizza il Vangelo, come seguendo Madre Teresa, Karol Wojtyla e Padre Pio si realizza il Vangelo. Benedetto XVI nel suo libro “Gesù di Nazareth”dice che la vita dei santi è una chiara spiegazione e interpretazione del Vangelo.

La grande novità del Concilio Vaticano II è la dichiarazione che tutti i credenti possono raggiungere la santità. La perfezione cristiana non è una caratteristica dei martiri, dei monaci, dei frati o dei religiosi ma di tutti, anche dei sacerdoti in cura d’anime e degli sposi che hanno come caratteristica di raggiungere insieme la santità, tanto è vero che per la canonizzazione di una coppia non servono due miracoli ma uno solo. Pago uno e prendo due. Anzi San Giovanni Paolo II ha profetizzato che una delle novità del terzo millennio saranno le coppie sante, le famiglie sante e la serie è già cominciata. Ricordo con piacere i coniugi Beltrame-Quattrocchi della cui causa di beatificazione sono stato il promotore e domenica 18 ottobre, in pieno Sinodo della Famiglia sono stati canonizzati i coniugi Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino. E non c’è neppure limite di età: anche i giovani e i bambini possono raggiungere la perfezione evangelica. La Chiesa ha riconosciuto come evangelica la vita di Pier Giorgio Frassati e quella di Domenico Savio quattordicenne, e di Giacinta e Francesco, bambini veggenti di Fatima.

Celebrare la Festa di tutti i santi significa ricevere dalla Chiesa l’invito a camminare secondo il Vangelo e siamo invitati dai nostri fratelli maggiori a non aver paura a fidarci di Cristo e a vivere come Lui è vissuto; con la certezza che nella santità si realizza anche la piena perfezione della persona umana che è creata ad immagine di Dio e che solo nella santità evangelica ritrova la propria identità

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