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Solo il peccatore conosce veramente Dio

XXVI Dom. del T.O.

Solo il peccatore conosce veramente Dio

Le prostitute sono migliori di voi, disse ,in parole povere, Gesù ai farisei. I farisei li trattava sempre così. Un amico , dopo aver sentito il vangelo di oggi mi disse " ma non ti pare che Gesù ce l'avesse un po' troppo con i farisei? D'altra parte era brava gente, gente religiosa che frequentava il tempio e serviva onestamente la causa di Dio". Insieme agli scribi conoscevano la legge e i profeti, un po' come i nostri teologi di oggi.

Erano inconsciamente soddisfatti di ciò che erano e rifiutavano la prospettiva del nuovo, di ciò che sta per venire. Perché deve venire ancora qualcosa che già non conosciamo? Conoscevano gli antichi profeti ma non "hanno creduto" al più grande di tutti : Giovanni il Battista. Sono descritti nel primo figlio della parabola: dicono di Si ma poi fanno quello che hanno sempre fatto e non vanno a lavorare dove li manda il padre. Son brava gente, dicono di si, mantengono l'ordine, non disubbidiscono formalmente, andranno più tardi "poi vedremo". E' gente che si sente al sicuro anche davanti a Dio.
Gesù parla a noi, al piccolo fariseo che giace in noi anche dopo la nostra conversione e che noi ignoriamo. Ci sentiamo rappresentati dal primo figlio della parbola che risponde subito al padre, il contrario sarebbe impensabile. L'educazione ricevuta, la cultura familiare, gli amici non permetterebbero una disobbedienza del genere. E' sicuranente una grazia ma anche un rischio.

L'altro figlio della parabola non aveva avuto tutte le grazie che avevano avuto gli altri per cui aveva sicuramente rifiutato e disobbedito . E questo è uno dei paradossi del Vangelo: l'avere rifiutato, l'avere disobbedito, l'avere francamente demeritato diviene un'occasione. Pentirsi, aver qualcosa di cui pentirsi è la ragione per obbedire, per scoprire che la legge vera è quella dell'amore che nessuno può scoprire se non colui che ha bisogno di essere perdonato. Per questo il fariseo del tempio che rende grazie a Dio di non essere come il pubblicano non è ascoltato mentre lo è il pubblicano grazie al Dio di misericordia che riconosce il suo peccato.

Beati coloro che non hanno niente da nascondere agli altri. L'apostolo Pietro ricordava il suo rinnegamento, tutta la città conosceva la Maddalena. Silvano del Monte Athos aveva un morto sulla coscienza prima di farsi monaco. Santa Teresa di Gesù Bambino di cui oggi si celebra la festa, pur non avendo mai commesso alcun peccato mortale, come confessa nella storia della sua vita, prima di morire fa l'esperienza della tentazione e attraversa la vertigine della sua debolezza e finì per capire la sincerità degli atei e si vide assisa alla "tavola dei peccatori".

Uno dei due figli disobbedienti della prima ora ha una storia davvero esemplare. Si trova condannato per i suoi delitti accanto ad un suo compagno di sventura a cui confessa il suo delitto per cui ha meritato la morte e prega Gesù di accoglierlo nel suo Regno. E proprio in quel momento che riceve l'assicurazione sul campo di essere con lui in Paradiso. Non più tardi, alla fine dei tempi, ma adesso "Oggi sarai con me in Paradiso". Da Oggi la sua disobbedienza è inghiottita dalla sua misericordia e il ladrone è il primo disobbediente ad essere restaurato in Grazia. Il Buon Ladrone è la prova eclatante di ciò che Gesù dice ai farisei : "I pubblicani e le prostitute li precederanno nel Regno di Dio". Parola scandalose per chi si crede figlio obbediente ma infinitamente dolci e consolanti per chi confessa la sua disobbedienza e una sola parola di pentimento può restituire la Grazia.

" Dio lo conoscono solo i Santi e i peccatori e i primi soltanto se sono dei pentiti". " Il peccato è il combustibile dell'amore".

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