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Prendi il largo

V Domenica del tempo ordinario

Prendi il largo

Una folla si era riunita intorno a Gesù. Osserviamo bene il suo comportamento perché ha molto da dirci. Chiede aiuto a Simone. In questa richiesta di aiuto prendiamo coscienza di uno stile: nessuna autosufficienza, ma desiderio di condivisione, di partecipazione alla sua missione, una umiltà che sa riconoscere di aver bisogno degli altri,la necessità di farsi aiutare. Gesù ha bisogno di Simone. Ha bisogno di noi. Ha bisogno di me. Come reagisco?

Dopo l'insegnamento Gesù fa a Simone una richiesta originale "vai al largo e getta le reti". Da notare che avevano lavorato tutta la notte senza prender niente. Simone obbedisce. E' la Parola che abita la decisione di Simone. La Parola aveva chiesto la barca, ora chiede la disponibilità, una Parola che urta con la visione più realista, Simone conosceva il mare Gesù non era del mestiere. Eppure è una Parola efficace che apre a nuovi orizzonti. Vai al largo! Getta le reti! Vi farò pescatori di uomini! Ecco Qualcuno che propone. Che apre nuove prospettive, che trasforma il quotidiano donandogli un nuovo senso, un nuovo dinamismo. Non c'è che da cambiare strada. E' il Cristo vivo che oggi ci parla, ci invita. Prendete il largo. Allargate le vostre strade. Allargate le idee. Aprite il Vostro cuore al suo amore.
Simone getta la reti. Chi glielo fa fare? Sicuramente la fiducia, ma la fiducia associata all'intuizione che una richiesta che viene da Gesù non può essere che un'abbondanza di vita. E in effetti vediamo il risultato di questa confidenza: la quantità di pesci che riempie le barche. Ecco il principio per il discernimento della nostra vita: ciò che Gesù vuole non può essere che per il nostro bene. In Lui non c'è alcun male. Lui non è che amore e amare è fare del bene all'altro.
Dopo la pesca miracolosa Pietro si butta in ginocchio davanti a Gesù e gli chiede di allontanarsi perché è un peccatore. Nella prima lettura abbiamo sentito Isaia che ha la stessa reazione dinanzi all'esperienza della Presenza di Dio. "Sono perduto, perché son un uomo dalle labbra impure". Facciamo bene attenzione. Isaia incontra Dio nello splendore della liturgia del tempio, Simone lo incontra mentre sta lavorando. Anche gli altri apostoli vengono chiamati da Gesù mentre sono al lavoro. Quindi: attenzione a Dio che passa, neppure il nostro peccato lo allontana, anzi, sembra proprio il contrario.
Anche noi, come Simone siamo peccatori, fragili, nel senso di una resistenza profonda ad entrare in confidenza, a convertire le nostre false immagini di Dio. L'originale di tutto iul Vangelo è di essere chiamati nel cuore stesso di questo peccato, di questa resistenza, di questa fragilità. Lui ha bisogno soltanto di discepoli che siano coscienti di questo e facciano un cammino di ringraziamento e di gratitudine verso Colui che gli ha cercati dove si trovano e li chiama come sono.

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Tag: salvezza vangelo

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