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Natale è l'identità cristiana

Natale è l'identità cristiana

Natale non è la festa principale del Cristianesimo ma sicuramente la festa dell’identità cristiana. E’ facile oggi , vivendo in un ambiente multicultuale, chiedersi perché dal momento che ebrei, musulmani e cristiani adorano lo stesso Dio, sono figli di Abramo e pregano nella stessa direzione , non si mettono d’accordo e fanno un’unica religione, probabilmente diminuirebbero anche le tensioni tra i popoli. TutteI adorano lo stesso Dio ma c’è una differenza sostanziale: i cristiani credono che Dio è diventato uomo e si è chiamato Gesù.

Se Gesù è Dio diventato uomo Gesù è tutto, è Dio. Credere in questo cambia tutto nei confronti di Dio. Nella preghiera non siamo più noi a cercare Dio ma è Dio che cerca noi, sta alla porta e bussa. Più che adorarlo, come fanno i fratelli delle altre religioni, i cristiani sanno che Dio desidera essere considerato amico e vuole che realizziamo una comunione con Lui. In una parola Dio è diventato nostro fratello , ci ha fatti tutti figli di suo Padre e fratelli tra di noi.

Ovviamente se Dio è diventato uomo la persona più importante per i cristiani è la donna che lo ha partorito: Maria, la madre di Dio. Per questo a Natale il posto principale lo occupa Lei, come in ogni parto la persona festeggiata è la mamma. Parlando ai bambini del catechismo chiesi cosa avranno detto i pastori a Maria che gli presentava Gesù. “Uh! Come ti assomiglia” esclamò uno di loro. Proprio così. Dio ha preso il DNA di Maria. E’ diventato vero uomo, si è incarnato, ha preso la carne che come Dio non aveva.

Da quel momento non è più possibile separare la dimensione orizzontale dell’umanità da quella verticale della divinità. La terra, le cose, le sue problematiche non potranno più essere considerate isolatamente, indipendentemente da Dio. Dio è partner di ogni uomo. Questa è la sostanza della nostra fede. Ecco perché uno dei geni più grandi dell’umanità ha inventato il Presepio per esprimere e ricordare il grande momento in cui “Dio si è fatto come noi”.

E’ una gran pena sentir difendere il Presepio come un valore della nostra cultura, anche se è vero perché la fede è diventata cultura. Il presepio è l’espressione della nostra fede e deve essere rispettato perché ogni fede con le sue espressioni devono essere rispettate altrimenti si fa come i francesi che intendono “lo stato laico” non come stato che rispetta tutte le religioni accogliendole come valore con spirito di tolleranza e di rispetto, ma che non ammette nessuna forma religiosa, in questo caso lo stato non è laico ma è ateo o perlomeno oscurantista.

“Come spiegare il Natale” Si chiedeva una famiglia di amici che aveva adottato un bambino dalla Bielorussia che non aveva mai sentito parlare del Natale. Facciamo il presepio, fu l’intuizione. Andarono a comperare le statuine e fecero il presepio spiegando che quel Bambino era il creatore del cielo e della terra, che quella donna era sua mamma e che quell’uomo era il papà. Mi raccontarono stupiti come il bambino avesse accettato la loro catechesi. San Francesco era un genio e lo Spirito Santo fa la parte sua. Lasciamoci catechizzare anche noi dal presepio.

 

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