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III Domenica di Avvento

La vera gioia

III Domenica di Avvento

Tutti cercano la gioia ma pochi la trovano. Non sarà un’avventura impossibile? Tante prove e ostacoli ne sbarrano la strada. La gioia non si incontra più nei paesi ricchi che in quelli poveri, forse è il contrario. La gioia non è la soddisfazione del consumatore.

Giovanni il battezzatore critica la confusione che si crea tra gioia e soddisfazione. Secondo l’opinione corrente la gioia sarebbe il sentimento che deriva dal possedere ciò che si desiderava. No. Il Battista prepara la strada della vera gioia. Da notare il suo modo di vita : non ha abiti sontuosi e si contenta di cibi austeri, è lontano dal sistema di consumo anzi ripone la sua gioia nella privazione di ciò che a noi complica la vita. Si dichiara voce che grida nel deserto e non attira a se l’attenzione ma su Colui che deve venire. Tutta la sua attenzione è riposta sullo Sposo che deve venire. Tutto il suo desiderio è nella venuta dello Sposo : cioè sulla Nuova Alleanza nel Cristo e Giovanni dirà “Questa mia gioia è compiuta”. Ecco il paradosso : il profeta austero e quasi selvaggio esercita la sua missione in un clima di gioia: la gioia delle nozze vicine. In Lui c’è la tensione straordinaria tra la grandezza di colui che annuncia e la volontà di restare a distanza. Si presenta come la voce che grida nel deserto: preparate la via del Signore. Il Signore che annuncia è già là ma ci sono ostacoli che ne ingombrano la strada.

I preti e i leviti vennero a fare un’inchiesta sulle rive del Giordano. C’è una differenza grande tra le attese della delegazione e l’umiltà del Battista. Loro attendevano un Messia che soddisfacesse i loro desideri di liberazione e di prestigio mentre colui che viene è contrario alle ambizioni umane e ai desideri di potere. Hanno un’idea sbagliata di Dio che ostacola il vero incontro con Lui. Una donna di un quartiere popolare l’aveva ben compreso quando , dopo avere frequentato per un po’ di tempo una setta religiosa se ne andò dicendo “hanno delle idee su Dio ma non incontrano Dio”. Per l’uomo è facile fabbricarsi un’idea di Dio per essere rassicurato nelle difficoltà della vita, le attese troppo interessate sono un ostacolo ad incontrare il Dio Vivente.

Il segreto della gioia di Giovanni battista è nel suo immenso desiderio, un desiderio che non cerca mai la propria soddisfazione ma resta sempre disponibile per un dono più grande. Il Battista non godrà della presenza di Cristo di cui annuncia la venuta ma resta sulla soglia per indicarci che la vera gioia è nella terra promessa. La vera gioia consiste nel prestare l’orecchio alla voce dello Sposo, il Cristo.

Non entreremo nella gioia del Natale senza passare attraverso una esperienza di povertà e di rinuncia. Dio viene come un povero e bisogna avere un cuore povero per gioire con Maria , Giuseppe e i pastori. Solo le persone libere dal prestigio e dall’ambizione sono disponibili alla rivelazione di Dio che intende riempirci della sua gioia che non ha nulla a che vedere con le soddisfazioni umane ma che è sorprendente come tutte le cose divine. Nessuno è capace di immaginarsi Dio che viene e entra nella sua vita : Dio è sempre creativo e totalmente nuovo.

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