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La festa di tutti

1 Novembre 2017

La festa di tutti

Un giorno sarà la nostra festa perché oggi celebriamo tutti coloro che sono in cielo e ci hanno preceduto nella fede e nell'amore. La liturgia di oggi ci riserva una esperienza meravigliosa, una rivelazione fantastica.

La prima lettura soddisfa una nostra curiosità. Com'è il Paradiso? Ce ne parla san Giovanni che aveva contemplato in una visione la nostra Patria celeste. Assiste addirittura ad una liturgia del cielo a cui anche noi un giorno speriamo di partecipare.

La seconda lettura ci rivela qualcosa di ancora più sorprendente. Non speriamo soltanto di essere presenti un giorno ma lo siamo già fin da ora. Ne possediamo infatti tutti i titoli: non soltanto siamo chiamati figli di Dio ma lo siamo realmente. Precisa che il mondo non conosce tutto questo perché non ha conosciuto Dio, è senza fede. E chi non crede non può sentire la bellezza di essere figlio di Dio.
Ma c'è di più, ci dice San Giovanni. "Noi siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando si sarà rivelato, saremo simili a Lui perché lo vedremo così come Egli è".
Gesù nella gloria che si rivelerà alla fine dei tempi al momento è invisibile ma la luce della sua gloria comincia a manifestarsi, a farsi spazio nella nostra notte terrestre. Gesù ce lo spiega con le beatitudini del Vangelo. L'alba si fa vicina nei santi, noi compresi, che , a nostra insaputa e senza saperne gli effetti siamo già figli di Dio e luminosi.

Sul monte delle beatitudini Gesù ci disegna la nuova santità come fece Mosè sul Sinai per il Vecchio testamento con i dieci comandamenti. Ma c'è una differenza enorme tra i comandamenti di Mosè e le beatitudini di Gesù. Tutti i giorni abbiamo a che fare con i comandamenti e lottare per non cadere . E dobbiamo lottare perché abbiamo un piede nel Vecchio e uno nel Nuovo testamento, E' normale siamo infatti a cavallo tra i due testamenti. E con l'altro piede che cadiamo sotto il regime della legge nuova, delle Beatitudini. Ma la differenza tra i comandamenti e le beatitudini è grande. Le beatitudini non possono essere oggetto di una lotta anche se sono più impegnative dei comandamenti. Non possono essere oggetto di una lotta per conquistarle ad ogni prezzo. Non sono dei comandamenti, sono, direi, delle indicazioni, dei sintomi della vita nuova, e già celeste che comincia a fiorire , a nostra insaputa , già in terra, possedendo già, in Gesù, a cui rassomigliamo, qualcosa del cielo.
Osservare le beatitudini come un programma o come un comandamento sarebbe impossibile e addirittura ridicolo. Le Beatitudini sorpassano di gran lunga le nostre capacità. Si manifesteranno un giorno della nostra vita e saranno non frutto del nostro sforzo ma della Grazia di Dio. La maggior parte resteranno anche nascoste a chi le possiede. Un Padre del deserto diceva: "Le cose di Dio vengono da se". Magdeleine Delbrel diceva che "Si diventa santi a nostra insaputa"

Contempliamo la gloria dei Santi mentre siamo nella prova ma non pensiamo che la prova sia il prezzo da pagare per entrare nella gloria e ricevere la felicità! Il prezzo per entrare nella vita eterna è già completamente regolato da Gesù stesso. La salvezza è gratuita e nessuno può pagare la tariffa del merito. La prova è l'apertura del cuore al Vangelo, è la porta che ci dona l'accesso all'accoglienza del dono di Dio.

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