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Il Giorno è vicino

I Domenica di Avvento

Il Giorno è vicino

Facciamo memoria dell'avvenire. Il mondo e la vita non si sono fermati nella ripetizione dell'identico, il nuovo è ancora in cammino verso di noi e noi verso di lui. L'Avvento ci invita a prenderne coscienza di nuovo. Ecco l'esortazione di San Paolo " E' ormai tempo di svegliarvi dal sonno". Il sonno è la parentesi dell'attività. L'avvento ci dice di aprire gli occhi e di guardare ciò che viene. Poi agiremo. E' normale che la nostra azione sia comandata, ispirata dalla nuova realtà che ci viene incontro. La prospettiva del "ritorno di Cristo" è alla sorgente della chiesa, alla radice della fede, della speranza e della carità.

Sopprimete la prospettiva del ritorno di Cristo e avremo un universo senza uscita con la magra consolazione delle ideologie illusorie che vanamente annunciano un domani migliore: l'uomo col suo sforzo non può sorpassare l'uomo, superare la morte.

L'avvenire è aperto. Al di la della fine dei tempi e della nostra morte la venuta di Cristo è quotidiana.. Ciò significa che ci è offerta continuamente la possibilità di cambiare, di uscire dalle rotaie, dalle nostre vecchie abitudini. Una delle tentazioni più grandi è quella di crederci bloccati. Questa illusione è frutto del nostro peccato, è quanto di più contrario al Vangelo, che è la Novella, cioè qualcosa di inedito. Annunciazione, Nascita. Quando Gesù al Capitolo 3 di Giovanni dice che dobbiamo nascere di nuovo certamente parla di Battesimo, di conversione di entrare nella Nuova Alleanza ma anche di questa perpetua novità che senza fine ci fa nascere, se lo vogliamo. E' la nostra creazione che continua finchè non abbiamo raggiunto la pienezza del Cristo. La fede non stabilisce, ci spiazza. Infatti ci introduce in un movimento che non è altro che quello della Pasqua. Dio è apertura. ' breccia nel muro che ci chiude e ci imprigiona.

Il Figlio dell’uomo verrà. Non è un invito ad agitarsi ma a mettersi in movimento fidandoci di ciò che viene perché è Dio che viene a noi. E’ in un secondo tempo che lo seguiremo dove ci conduce. Non ci muoviamo da soli costruendo il nostro futuro realizzando la nostra vita con questo movimento. Da questo la consegna evangelica di “vegliare”. Non sappiamo ne il giorno ne l’ora perché può essere ciascun istante il giorno e l’ora. Gioiosa speranza e costante disponibilità. Tutto ciò che avviene si compirà in piena libertà. La libertà dei figli di Dio che non sono legati a niente e sempre disponibili ad una felice novità perché la novità è la Buona Novella: noi crediamo che Dio è amore.

Il giudizio. Il Vangelo ci annuncia una scelta. L’immagine del tempo di Noè è l’immagine di un universo statico: “si mangiava, si beveva…”. Si ha l’impressione di una ripetizione identica di azioni. Una strada che gira su se stessa. Al contrario Noè entra nell’Arca : lui è l’uomo del movimento. La parabola delle vergini che attendono lo sposo ha lo stesso senso: alcune son pronte a partire e altre bloccate. Ma possiamo prolungare l’interpretazione: Quando arriva il nuovo ( e il nuovo è il Cristo che prende forma in noi, facendoci uomini nuovi), opera una scelta. In affetti il nuovo uccide qualcosa in noi, fa sparire in noi ciò che andava nel senso della morte e fa nascere ciò che va verso la vita.

Vieni Signore Gesù. E’ la preghiera fondamentale del cristiano che l’avvento rimette sulle nostre labbra. Cristo è novità, Cristo è libertà, Cristo è la vita. Con coraggio facciamogli spazio con la sicurezza che riempirà il nostro vuoto. Il vuoto di una vita che non si rinnova ma che accatasta il vecchio che ha odore di morte.

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