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Giovedì

III settimana di Pasqua

Giovedì

Dopo aver misurato per gli uomini il prezzo della sua condanna e della sua crocifissione Gesù si abbandona alla volontà del Padre e dice "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Se c'è una giustizia umana deve esercitarsi sulla Croce per i malfattori mentre per l'innocente la libertà, invece Gesù, messo al rango dei malfattori, è la Misericordia in atto.

Chiede al Padre il dono del perdono. Sia chiaro che sul Calvario Gesù non concede un'amnistia generale a quelli che lo hanno ingiustamente crocifisso. La Grazia non è gratuita , è pagata da Gesù a caro prezzo, e per poter essere ricevuta deve essere accolta col riconoscimento del proprio peccato e col pentimento. Anche il pentimento è un dono che deve essere accolto, ed è per questo che Gesù prega.
Per ottenere il dono del perdono ci vogliono tre cose: il pentimento, il perdono e la riparazione.
Abbiamo assistito con commozione al gesto che Papa Wojtyla fece dopo l'attentato andando a Rebibbia ad incontrare il suo attentatore per portargli il suo perdono ma anziché trovare un pentito trovò Alì Achà che gli chiese come mai non fosse morto dal momento che "il mio grilletto non sbaglia mai". Il Papa era disposto a perdonare ma il perdono offertogli non raggiunse lo scopo per mancanza di pentimento.
Dio è disposto anche a concederci il dono del pentimento dei nostri peccati a condizione che siamo disposti ad accoglierlo dopo averglielo chiesto.

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