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Educhiamoci al Natale

Educhiamoci al Natale

La domenica precedente al Natale il vangelo ci racconta della visita di Maria a Elisabetta sua cugina. Nonostante le circostanze particolari in cui si trovava Maria era ovvio che andasse a trovare la cugina che aveva concepito in tarda età, non fosse altro perché glielo aveva detto l’angelo. Ma c’è di più da riflettere. Ciascuna delle due donne ha da portare qualcosa all’altra. Alla parola di Maria Elisabetta “è ripiena di Spirito Santo” e il fanciullo “sobbalza” nel suo seno. Alle parole di Elisabetta , Maria “trasale “ di gioia e prende coscienza di ciò che gli sta avvenendo. L’incontro è par le due donne portatore di gioia.

Dal più grande al più piccolo. Nel vangelo di Luca la narrazione dell’infanzia di Gesù è caratterizzata dal movimento. Gli angeli vanno a trovare gli uomini. Maria si mette in movimento e continuerà anche dopo la nascita di Gesù. Questi movimenti vanno sempre dal più grande al più piccolo. Betlemme è il più piccolo di tutti i paesi di Giuda e Dio va ad investire in ciò che è più piccolo; sceglie sempre ciò che è il contrario di lui. L’immenso sposa l’infimo. “L’abisso chiama l’abisso”. L’abisso della grandezza, della potenza e dell’amore vengono ad investire l’abisso della piccolezza, della debolezza e del peccato. Quando Dio viene sceglie la forma più debole e più piccola degli uomini, quella di un bambino. Al di sotto del quale non c’è più niente. C’è il Crocifisso, colui che non ha più l’aspetto di un uomo. Ma se Dio arriva la, ciò che è l’ultimo diviene il primo, perché in effetti Dio è il primo.

Anche il tempo è riscattato. Nella prima lettura ci viene presentata Betlemme come il più piccolo dei paesi di Giuda. Ora Betlemme è dappertutto perché dappertutto nasce il Messia, questo è per lo spazio. Anche il tempo è investito. Michea dice che Betlemme ha origini “dai giorni più remoti” ma da quel momento tutti i verbi sono al futuro. Circa la Visitazione Giovanni nel ventre di Sua Madre è il passato, è l’antica alleanza riassunta in lui. Gesù con la sua presenza lo fa esultare,lo fa rinascere perché tutto il passato deve rinascere, divenire attuale in Colui che “compie le scritture”. Il vecchia albero non è morto, lo rende vivo e porta frutto. Visitando Elisabetta Maria rende vivo il vecchio testamento.

Una visita per noi. Questo sembra grandioso e teorico. In realtà è pratico e quotidiano. Quando prendiamo coscienza della nostra mediocrità, del nostro peccato, di essere agli antipodi di Dio, siamo nel luogo della sua visita. Quando ci sentiamo piccoli il più grande è con noi. E il tempo! Quando constatiamo di essere arrivati alla vecchiaia e il nostro corpo e il nostro spirito cominciano a perder colpi, possiamo trasalire nella notte del seno materno: siamo alle soglie di una nuova nascita. Tutto il nostro tempo, il nostro passato ci conduce a questa nuova nascita, come il passato biblico trova la sua nascita nel Cristo. Il ritorno di Cristo non è soltanto una nuova venuta, è il ritorno all’inizio per ricondurre e riportare il nostro tempo verso la gloria.

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