Print Friendly Version of this pageStampa Get a PDF version of this webpagePDF

II Domenica di Avvento

Due Grandi Desideri

II Domenica di Avvento

Il desiderio sostiene l’attesa , l’avvento ci manifesta il desiderio di Dio e il desiderio dell’uomo senza dimenticare che l’uomo vale quel che desidera.

Il desiderio di Dio. Dio vuol salvarci, ha in mano la salvezza e a noi, con tutte le nostre preoccupazioni e tensioni fa sapere per mezzo del profeta : “è finita la tua schiavitù, la tua iniquità è scontata, ormai il tuo castigo lo hai già avuto… Il Signore Dio viene con potenza, lui ha il dominio, vi farà pascolare come un gregge , porta gli agnellini sul petto ed ha rispetto per le pecore madri” Gesù ha manifestato il suo desiderio con passione “Ho desiderato fortemente di mangiare questa Pasqua con voi”.

Tra desiderio e bisogno c’è una fondamentale differenza. Si distrugge ciò di cui si ha bisogno. Desidero mangiare e mi tolgo la fame distruggendo quello che ho desiderato : il cibo. In questo caso si desidera una cosa come oggetto di consumo. Non è così quando l’oggetto è l’amore nei riguardi del quale l’unico desiderio è soltanto che esista, che stia bene . L’ atteggiamento giusto è quello di passare da un desiderio di possesso ad un desiderio disinteressato : io ti amo per te stesso, ringrazio Dio che esisti. Paradossalmente è quello che dobbiamo dire di Gesù, di Dio. Non abbiamo bisogno di Dio per ottenere quel che ci manca ma desiderare ardentemente di amarlo e lasciarci amare da Lui, per vivere con Lui, perché Lui trovi in noi la sua gioia e noi in Lui la nostra beatitudine. Il ritorno del Signore, la sua venuta è il motore profondo della nostra vita “il nostro cuore è inquieto finche non riposa in te”.

Il nostro desiderio di Lui, se è vero, ci impone di “ preparare la strada, raddrizzare i sentieri” Ci gridava il profeta Wojtyla “aprite le porte a Cristo , anzi, spalancate le porte a Cristo”. Ovviamente è necessario prender coscienza che per noi non è ancora venuto, non è entrato nella nostra vita dove di Vangelo c’è poco, c’è tutto il vecchio Adamo ma poco del nuovo . Gesù con umiltà bussa alla mia porta, chiede di essere ricevuto, cominciando ad introdurlo dove la vita non è che una caricatura o una derisione del Vangelo. Facciamolo entrare e facciamogli vedere dove il peccato abbonda. Lasciamolo entrare senza paura,Lui, “ ricco di misericordia”, non ci imbroglia, vuol soltanto ripulirci la faccia perché si possa di nuovo vedere la nostra somiglianza con Dio. “Vi avevo creati a mia immagine prima che il diavolo vi riducesse così”.

“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo,Figlio di Dio” Anche noi oggi cominciamo a scrivere il vangelo di Gesù Cristo con i colori della vita perché possano leggerlo i nostri figli, i nostri amici, tutti. Cominciamo quel poema che il Signore ci ha affidato : lo Spirito Santo ce lo detta e noi scriviamo con le opere la sua storia di amore con noi.

Articoli correlati

Tag: avvento

Newsletter

 

Seguici

lamiaVocazione.it
Suore Compassioniste Serve di Maria
Via Appia Nuova 1009
00178 Roma
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mappa