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Cosa dobbiamo fare

Cosa dobbiamo fare

E’ una domanda frequente nel Nuovo testamento. Lo chiedono i figli d’Israele la mattina della Pentecoste, la chiedono dopo la moltiplicazione dei pani e nel vangelo di oggi le folle presenti lo chiedono al Battista. La risposta è progressiva e la liturgia di questa domenica ce ne declina i passaggi: siamo soggetti alla legge del Signore, siamo destinati a ricevere la grazia di Dio e vivere di Lui, per entrare in questo mistero dobbiamo gioire di Lui.

Anche se abbiamo mille ragioni per essere tristi possiamo rallegrarci nel Signore . Perché? Perché Dio è Dio. E Dio che sempre è stato fedele continuerà ad esserlo per cui chi ha fede può sperare in Lui. La speranza è la sorgente della gioia e la speranza è una virtù teologale, cioè la dona Dio , non si fonda su delle ragioni umane , che solitamente farebbero pensare al peggio. Dio è Dio e non abbandona mai i suoi figli. Come si chiede il dono della speranza si chiede anche quello della gioia. E’ quanto ci fa fare la chiesa nell’imminenza del Natale: il Signore viene, rallegratevi!

Obbedire alla legge di Dio. La risposta di Giovanni è concreta: parla di condivisione, d’onestà e di giustizia, di rispetto delle persone. In breve, parla del compimento della legge in termini di vita morale. Sono molti gli aspetti della legge di Dio. Il Battista entra nei dettagli, sono pedagogici perché risponde a delle persone . Anche la chiesa vuol darci un aiuto e per questo entra nelle situazioni concrete ma non sono che esempi e del tutto insufficienti perché l’unica legge che ci introduce in una vita morale intelligente è l’amore. San Paolo lo dice chiaramente “Il compimento perfetto della legge è l’amore”. Giovanni della Croce lo conferma “Alla fine della vita saremo giudicati sull’amore”. Si vive bene se si vive di fedeltà non di permissività.

Dalla legge alla grazia. Cosa dobbiamo fare? Gesù risponde “L’opera di Dio è che crediate in Colui che ha mandato”. Anche Giovanni porta i suoi uditori a questa conclusione quando si chiedono se non fosse lui il messia. Allora fa la grande proclamazione “ Io vi battezzo con l’acqua, ma viene colui che è più grande di me, lui vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco”.

Viene il Signore. Entriamo in questa fede, in questa libertà, in questa nuova vita che adesso si apre. Questa vita nuova è portatrice di gioia, frutto dello Spirito. Il Natale, l’anno Santo della Misericordia sono segni dell’arrivo della grande luce. Questa è la ragione della nostra gioia.

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