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Ascensione del Signore

VII domenica di Pasqua

Ascensione del Signore

Gesù se n'è andato. Ciò che noi chiamiamo ascensione è una partenza. Il passaggio da una presenza ad una forma di assenza. Il Cristo resta con noi fino alla fine dei tempi, ma questo con noi è percepibile soltanto attraverso la fede. I discepoli sentono talmente questo vuoto, questa assenza che Gesù ha dovuto dire "non vi lascerò orfani".Comincia l'ora di "credere senza vedere". Gesù occupa ormai totalmente l'orizzonte della vita degli apostoli, hanno percepito che nemmeno la morte può separarli da Lui e in quel momento se ne va abbandonandoli a loro stessi e alla loro libertà. Che cosa fare? Mettersi in cammino per raggiungerlo dove è andato. Cosa ci insegna l'Ascensione del Signore?

La nostra patria è lassù dove è andato a prepararci un posto. Non siamo fatti per la terra ma per il cielo. Uno dei guai più grandi di oggi è di pensare poco al Paradiso vivendo come se dovessimo vivere sempre quaggiù. "Non ho mai visto un funerale seguito da diversi camion carichi di tutto quello che possedeva il morto che se lo portava con se"Ha detta Francesco. Il cristiano non può non avere nel cuore la nostalgia del Paradiso dove si compiranno tutti i nostri migliori desideri. E pensare al paradiso non aliena dall'impegno sulla terra facendo della religione l'oppio degli uomini , come diceva Karl Marx, ma si raggiunge il cielo nella misura i cui si lavora per realizzare "come in cielo sulla terra. Per questo l'Ascensione del Signore è anche
La festa dell'impegno cristiano. Prima di partire Gesù ci ha detto "Andate in tutto il mondo ad annunciare il mio Vangelo" che significa"Cambiate il mondo col mio Vangelo. Quando torno voglio trovare le cose cambiate. Ho cominciato il cambiamento e vi ho insegnato il modo di farlo: ora tocca a voi". La potenza della sua resurrezione è donata a noi per raggiungerlo alla destra del Padre e per annunciarlo a tutti gli uomini perché tutti lo riconoscano e scoprano la pienezza di Cristo. Gesù è il Re dell'universo ma tutti gli uomini devono liberamente riconoscerlo e accettarlo accogliendo il Vangelo che dobbiamo loro annunciare. Questa missione non è facoltativa, è necessaria per il "compimento totale di Cristo".
L'Ascensione è anche la festa della umanità. Oggi una natura umana come la nostra è entrata della Trinità. Quel corpo che è stato crocifisso e risuscitato Gesù non lo ha lasciato in terra ma lo ha portato con se. Sapere che un corpo è nella Trinità ci rivela la grande dignità a cui è chiamato anche il nostro corpo mortale ed è per questo destino divino che non può essere profanato col peccato o disprezzato attraverso le varie forme di schiavitù o abbattuto quello di un animale attraverso i'aborto o altre forme di manipolazione genetica: il nostro corpo ha un destino eterno.
Ricordo la preghiera di don Tonino Bello dinanzi ad un barbone ubriaco che aveva portato a dormire nel suo episcopio e che contemplandolo nell'abbandono ma anche nella bellezza del sonno diceva : "Lo hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato".
"Oggi sono felice perché Gesù è felice" Scriveva Charles de Foucaul il giorno dell'Ascensione. Nostalgia, impegno, gioia sono i tre sentimenti che pervadono il cuore del cristiano vedendo tornare Gesù alla casa del Padre.

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