La buona Novella

Festa di Cristo Re

XXXIV Dom. del T.O.

Festa di Cristo Re

Siamo arrivati alla fine dell'anno santo della Misericordia ed è naturale dare un'occhiata agli avvenimenti che lo hanno caratterizzato. Più che della Misericordia sembra essere stato l'anno della guerra e della paura. Della guerra , il Papa l'ha definita la terza guerra mondiale, gli attentati si sono moltiplicati, la chiesa ha pagato il suo tributo di martiri, migliaia di persone sono morte nel mare alla ricerca di una patria migliore e anche se c'è stata una vera gara di carità nell'accoglienza non son mancati e non mancano quelli che alzano muri o votano partiti politici che esprimono chiusura e rifiuto di accesso ai fratelli emigrati. Nonostante le parole e i segni profetici del Papa, non si è mai tanto parlato dei poveri , i poveri sono più poveri e i ricchi sempre più ricchi.

La vostra liberazione è vicina

XXXIII Dom. del T.O.

La vostra liberazione è vicina

Gesù ci offre due profezie, cioè il senso profondo degli avvenimenti che vivranno gli uomini fino alla fine. Questo si chiama "Apocalisse" cioè: rivelazione. Gesù fa la descrizione degli avvenimenti che si effettuano tutti i giorni. Fa anche una predizione che non è tra le più rosee: le divisioni tra gli uomini e i conflitti dell'uomo con la natura continueranno (terremoto, epidemie, fame....) anzi, si aggraveranno. La profezia di Gesù è nella tradizione delle Apocalisse bibliche che potremmo tradurre così: gli uomini vogliono costruire il loro mondo ignorando Dio quindi sulla mutua violenza e imponendo i loro rapporti con l'universo intero. E' tutta la natura che ne è coinvolta.

Il Dio dei viventi

XXXII Dom. del T.O.

Il Dio dei viventi

La liturgia della Parola di questa domenica ci mette davanti dei testi difficili. Ci mette dinanzi il fatto della Resurrezione, uno dei punti più impegnativi della nostra fede. Nella prima lettura siamo dinanzi a questi fratelli che accettano la distruzione del loro corpo perché credono nella resurrezione.(1lettura). La seconda è la prospettiva di essere come gli angeli del cielo, privati di quelle relazioni che fanno la gioia della vita. (2 lettura). Si ha l'impressione che la vita eterna non salvi la nostra vita attuale ma gli succeda, completamente estranea a ciò che siamo e viviamo. Cominciamo con questa seconda difficoltà.

Festa di tutti i Santi

Festa di tutti i Santi

La festa di tutti i santi ci apre alla visione dei nostri fratelli che "ci hanno preceduto nel segno della fede" ed hanno realizzato il progetto che Dio aveva su di loro al momento della creazione. E' la festa delle persone riuscite nella vita, non dei falliti. Ovviamente secondo Dio. Quest'anno la festa dei Santi acquista un significato particolare perché stiamo celebrando l'anno santo per ricordare che cinquanta anni fa si concludeva il Concilio Vaticano II la cui idea principale e unificante fu la "vocazione universale alla santità", che cioè ogni uomo è chiamato alla perfezione della carità a qualsiasi condizione sociale appartenga.

Itinerario di una conversione

XXXI Dom del T.O.

Itinerario di una conversione

Siamo tutti Zaccheo in potenza. Nel calore della città di Gerico un uomo è nascosto, come imboscato . Lo conosciamo bene e la sua personalità ci è familiare: è Zaccheo. Abbiamo subito una naturale simpatia per questo piccolo uomo che ci rassomiglia tutti. Non si sa se sia contento della sua professione, certamente desidera dare un senso alla sua vita. Sappiamo che Zaccheo è un ladro ma ha sete, una sete che neppure lui riesce ad identificare. La ricchezza non basta a riempirgli il cuore, anzi lo ingombra . Con le sue ricchezze potrebbe far del bene ma non ci pensa neppure. Aspira a qualcosa di più grande e di meglio ma si sente bloccato da ciò che già è. Chi gli aprirà lo sguardo.? Chi oserà amarlo? Chi lo farà uscire dal suo isolamento e dalla sua piccolezza? Zaccheo da solo non ne è capace.

Non sono come gli altri uomini

XXX Domenica del T.O.

Non sono come gli altri uomini

Più volte ho notato questa tentazione fondamentale, frutto del bisogno di rassicurare noi stessi. Può prendere diverse forme ma consiste sempre nel mettere la nostra fiducia in una ricchezza che ci distingue dagli altri: più denaro degli altri, più bellezza, più abilità, ma anche più meriti, più religione, più fede. Più che una semplice questione di vanità; è un errore sul senso della vita e sulla nostra vera sicurezza. Se la fede cristiana ci invita a prendere coscienza dei nostri peccati non è per deprimerci ma per condurci ad orientare la nostra fiducia: convinti che siamo dei peccatori non possiamo appoggiarci sulla nostra "giustizia", siamo obbligati ad aver fiducia nell'amore di Dio per noi che ci giustifica. "Chi si umilia sarà innalzato". Questa formula è da leggere così: sono io che mi abbasso, cioè che riconosco la mia povertà: questo posso farlo. Ma io non posso innalzarmi: non posso aggiungere un centimetro alla mia statura: ma posso essere elevato: è Dio che può farlo.

L’importanza della preghiera

XXIX Dom del T.O.

L’importanza della preghiera

La liturgia di oggi si apre con lo spettacolo di Mosè sul monte con le mani alzate che prega mentre il suo popolo combatte contro il nemico. Il testo precisa che mentre pregava i suoi vincevano, quando cessava di pregare perdevano. Le mani alzate di Mosè non significano l'intervento automatico di Dio tutte le volte che si prega ma che ogni volta che avviene qualcosa di positivo, ogni volta che l'uomo manifesta la sua forza, la sua intelligenza, Dio è presente perché è creatore di tutto ciò che siamo e abbiamo.. Non dobbiamo mai abbassare le braccia perché non dobbiamo mai perdere la fiducia o stancarci nella fede: sarebbe un interrompere la relazione con Dio, la relazione con chi ci da la vita. Essere in relazione con Dio vuol dire essere nell'alleanza con Lui, essere "nel possesso" di Dio.

La tua fede ti ha salvato

XXVIII Dom del T.O.

La tua fede ti ha salvato

Questa parola di Gesù al samaritano guarito suona molto strana. Non era stato Gesù a guarirlo? Eppure è una parola che Gesù ripete spesso: al cieco sulla strada di Gerico, alla donna che gli tocca il mantello, a Giairo a cui muore la figlia,; così agli apostoli molto spesso “credete in Dio e credete anche in me”; a Tommaso “non essere più incredulo ma credente”. Per Gesù la fede in lui è al cuore della buona novella che propone ai suoi discepoli. Sicuramente il primo comandamento è l’amore ma nel Nuovo Testamento l’amore e la fede son sempre inseparabili. Credere vuol dire aver fiducia in Gesù Cristo.

La vera Fede

XXVII Dom. del T.O.

La vera Fede

La lotta con l'angelo. Noi cristiani non abbiamo l'abitudine di rivolgerci a Dio come lo descrive la prima lettura: lottare con Dio. Crediamo che Dio non governa il mondo a colpi di miracoli ma che non è neppure completamente indifferente dinanzi a ciò che avviene quaggiù per cui lentamente diventiamo atei. L'uomo della bibbia non si rassegna alla sofferenza e al silenzio di Dio per cui la sua preghiera spesso diventa protesta, litigio, braccio di ferro con Dio.

LAZZARO E L’EPULONE

XXVI Dom. del T.O.

LAZZARO E L’EPULONE

La parabola del ricco epulone è servita a varie cause. A consolare i poveri promettendo il benessere nell’aldilà. Solo Gesù che ha sposato la cause dei poveri diventando povero come loro poteva usare un tale linguaggio. E’ stata anche considerata l’oppio del popolo: con questa storia i poveri resteranno sempre poveri e i ricchi sempre più ricchi (Marx)

IL CRISTIANO E IL DENARO

XXV Dom. del T.O.

IL CRISTIANO E IL DENARO

Nel vangelo il denaro è chiamato traditore, ingannatore. Ma noi ne abbiamo bisogno per vivere. Quando penso alla busta paga guadagnata col sudore per mandare avanti la propria famiglia penso che il denaro è sacro. Giovanni Papini lo chiamava "lo sterco del diavolo". Io amo la preghiera del libro dei Proverbi che domanda al Signore "Non donarmi ne povertà ne ricchezza: concedimi soltanto di che vivere.

PERDONO DI DIO E GIOIA DELL’UOMO

XXIV Dom. T.O.

PERDONO DI DIO E GIOIA DELL’UOMO

Il perdono di Dio non è triste. Troppo spesso si presenta come una vaga condiscendenza del creatore dinanzi agli errori della sua creatura. E' difficile capire che il perdono di Dio non è che l'espressione della sua misericordia. La sua misericordia infinita che esiste come volto di Dio, come la rivelazione, la manifestazione della sua natura più intima. Dio è misericordia. Tutti i testi sulla misericordia di Dio devono essere letti non come la sua azione ma come il suo essere.

Per amare di più

XXIII Domenica del T.O.

Per amare di più

Oggi la chiesa canonizza Teresa di Calcutta. Cosa vuol dire? Non tanto che possiamo accendergli le candele o fargli la festa ma riconosce che la vita di Madre Teresa è stata secondo il Vangelo, se vuoi sapere cos'è il Vangelo puoi guardare a Lei che ne è stata l'incarnazione. Ecco perché il Papa , quando canonizza qualcuno, compie il più alto gesto di evangelizzazione. Madre Teresa è Vangelo.

L'ultimo posto

XXII Dom. del T.O.

L'ultimo posto

IL Vangelo ci chiede di non esporsi, di non imporsi. Esattamente il contrario di quello che comunemente avviene. Ammiriamo coloro che "hanno carattere", coloro che "hanno una personalità'" che fanno valere il loro punto di vista e che sanno tenere il proprio posto. Il semplice buon senso ci dice che non dobbiamo negare questi valori. La fede non può' condurre all'inconsistenza o al culto dell'annientamento. Il testo è indirizzato a coloro che si elevano o che occupano un posto che non è il loro: ai candidati al potere. Il testo si applica anche a coloro che occupano il loro posto ma che si comportano come "superiori" che "non fanno le cose con umiltà'".

LA VIA DELLA SALVEZZA

XXI Dom. del T.O.

LA VIA DELLA SALVEZZA

"Gesù va verso Gerusalemme" cioè verso il luogo della sua Pasqua, il luogo della sua passione e della sua gloria. Dove offrirà la sua vita per amore e dove sarà rifiutato, il luogo in cui Dio Padre lo risusciterà, il luogo in cui salverà l'umanità.

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