La buona Novella

Dio viene

II Domenica di Avvento

Dio viene
Da dove viene Dio? Il profeta Isaia ci parla del ritorno del popolo d’Israele dall’esilio e parla del deserto perché il deserto è simbolo di una situazione tragica della vita umana, la solitudine fondamentale di tutto l’essere; la mancanza di tutto, il luogo della sete, la difficoltà a trovare un senso alla vita, un luogo senza strade e anche la distanza che separa dalla meta, la separazione tra la schiavitù e la libertà, tra l’uomo e la felicità. E’ il luogo di “rovi e di spine” rappresenta il contrario del paradiso. Dio si apre la strada per venire attraverso lo spazio ostile all’uomo.

Santi e immacolati davanti a lui

Immacolata 2017

Santi e immacolati davanti a lui
La storia della salvezza comincia con una storia di peccato. Nella prima lettura della messa di oggi assistiamo alla caduta dei progenitori e all’ inizio di una vita fatta di dolori e di sofferenze ma soltanto provvisoriamente. Infatti nella seconda lettura ci viene subito proposto il piano di Dio con la venuta di un nuovo Adamo venuto in sostituzione del primo che avrebbe restaurato ciò che il primo aveva rovinato. Infatti “in Cristo siamo stati benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli”. Il disegno della salvezza che era stato interrotto è ricominciato a lode della gloria della sua grazia”.

È l'ora di sperare

I Domenica di Avvento

È l'ora di sperare

Cosa aspetti? Cosa speri? Cosa desideri? La tua risposta non può essere superficiale ma devi scrutare la profondità della tua anima per leggere le più profonde aspirazioni del cuore umano alle promesse di Dio. Non è un'operazione facile soprattutto quando siamo passati attraverso tante delusioni. Può essere che l'esperienza della vita abbia rubato la speranza.
Rari sono gli uomini pienamente soddisfatti della loro vita. La maggior parte desidera cambiare le situazioni provvisorie e contingenti in cui vive. Soltanto alcuni privilegiati sanno guardare più in grande: c'è la questione dell'ingiustizia e da creare una società migliore.

La grande sorpresa

Festa di Cristo Re

La grande sorpresa

Il giorno del giudizio finale sarà una grande sorpresa. Siamo certi che verrà. Quando? Alla fine del mondo. E la fine del mondo quando avverrà? E' una delle tante curiosità che Gesù non ha voluto soddisfare. E' certo che come una volta è cominciato il mondo per volere di Dio , ci sarà un'ora e un momento in cui tutto finirà, ovviamente senza chiedere il permesso agli scienziati, ma unicamente perchè Dio lo vorrà. Quel giorno è stato atteso e desiderato. I cristiani hanno sempre pregato "Vieni Signore Gesù!" ma nonostante tutto sarà una sorpresa, la più grande che possa sopraggiungerci.

Non sotterrare il dono

XXXIII Domenica del T.O.

Non sotterrare il dono

Il Vangelo di oggi si potrebbe qualificare il vangelo dell'"elogio del profitto", degli astuti garanti del portafoglio, un invito al massimo reddito. Una storia evangelica che suona melodia ai capi impresa e ai banchieri.... e che indispone i sindacati.
La parabola a prima vista ci sorprende per le tante sottolineature possibili: la suddivisione ineguale tra i servi, i modi con cui i due servi fanno fruttare il capitale, il modo con cui viene trattato l'incapace, tutti modi evidentemente poco evangelici. E' chiaro che la parabola non è da prendere a prima vista ma ha lo scopo di rendere in immagini forti l'urgenza di prepararsi al ritorno del Signore.

In attesa dello sposo

XXXII Domenica del T.O.

In attesa dello sposo

Il regno di Gesù che ci attende è stato spesso assimilato ad una festa di nozze. Non esiste festa più bella, pranzo più suntuoso, più gioia e allegria. Lo sposo e la sposa sprizzanti giovinezza e radiosi di gioia. Gesù paragona a questa festa radiosa e senza fine il Suo Regno.

Il dono dell'umiltà

XXXI Domenica del T.O.

Il dono dell'umiltà

Gesù lo aveva detto spesso, nel suo Regno non si devono cercare i primi posti, che i primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi, che non ci sono classi, quelle dei maestri e quelle dei servi ma che il miglior servo sarà il vero maestro.
Gesù non lo aveva soltanto ripetuto ma aveva anche dato un esempio con la sua vita e la sua morte. Sulla via dell'umiliazione, su cui gli uomini tergiversano Lui ci ha preceduti.
Malgrado tutto questo una ventina di anni dopo la sua Resurrezione i Suoi si riunirono a Gerusalemme per un "Concilio" in cui ripetere le scelte che Gesù aveva proposto.

La festa di tutti

1 Novembre 2017

La festa di tutti

Un giorno sarà la nostra festa perché oggi celebriamo tutti coloro che sono in cielo e ci hanno preceduto nella fede e nell'amore. La liturgia di oggi ci riserva una esperienza meravigliosa, una rivelazione fantastica.

La prima lettura soddisfa una nostra curiosità. Com'è il Paradiso? Ce ne parla san Giovanni che aveva contemplato in una visione la nostra Patria celeste. Assiste addirittura ad una liturgia del cielo a cui anche noi un giorno speriamo di partecipare.

L'amore come dimora

XXX Domenica del T.O.

L'amore come dimora

Qual è il più grande comandamento? Fu chiesto a Gesù e Lui rispose: l'Amore. Ma è possibile? L'amore che diventa un comandamento? Un amore comandato è ancora amore? L'amore non deve nascere spontaneamente? Essere sovranamente libero? Farne un comandamento non è un falsarlo?

La moneta di Dio

XXIX Domenica del T.O.

La moneta di Dio

I farisei posero una questione capziosa a Gesù. Se avesse risposto "si" avrebbe indisposto la popolazione, i terroristi dell'epoca, se avesse risposto "No" si sarebbe messo contro le autorità occupanti. In ogni caso sarebbe stato eliminato.

Con la veste della fede

XXVIII Domenica del T.O.

Con la veste della fede

Gesù paragona il suo Regno ad un pranzo di nozze che Suo Padre gli ha preparato per celebrare la sua Pasqua con la nostra umanità e con la sua chiesa. Un pranzo che non doveva rallegrare tanto gli invitati quanto colui che invita. Più che la gioia degli invitati è piuttosto l'immenso desiderio del Padre di vedere la sala completamente piena di invitati.

La Passione di Dio

XXVII Domenica del T.O.

La Passione di Dio

La più grande felicità per un vignaiolo è parlare della propria vigna e far visitare la propria cantina. Ascoltarlo "raccontare" la propria vigna con gli anni buoni e gli anni cattivi, vederlo sollevare i tralci, palpare le foglie, sollevare i grappoli è un vero piacere. Ama la propria vigna che gli rende bene fino al giorno in cui col diminuire delle forze non può più occuparsi direttamente e deve "affidarla ad altri".

Solo il peccatore conosce veramente Dio

XXVI Dom. del T.O.

Solo il peccatore conosce veramente Dio

Le prostitute sono migliori di voi, disse ,in parole povere, Gesù ai farisei. I farisei li trattava sempre così. Un amico , dopo aver sentito il vangelo di oggi mi disse " ma non ti pare che Gesù ce l'avesse un po' troppo con i farisei? D'altra parte era brava gente, gente religiosa che frequentava il tempio e serviva onestamente la causa di Dio". Insieme agli scribi conoscevano la legge e i profeti, un po' come i nostri teologi di oggi.

La difficile lezione della gratuità

XXV Dom T.O.

La difficile lezione della gratuità

La parabola che Gesù ci presenta oggi può presentarci diverse situazioni. Al momento in cui il Vangelo prende forma i pagani entrano nella comunità dei discepoli. Entrano così in un campo da lungo coltivato dalla comunità d’Israele. Non stupisce l’indignazione dei giudei di origine. E’la stessa indignazione del figlio anziano della parabola del Figliol prodigo. Si tratta di un peccatore convertito nei confronti di chi ha dietro di sè anni di onorato servizio nel campo del Signore. E’ sempre duro accettare che “le prostitute vi precederanno nel Regno di Dio”.

Settanta volte sette

XXIV Dom. del T.O.

Settanta volte sette

Tutta la pedagogia divina prepara l’uomo al perdono. E’ un cammino lungo . Dio deve sottrarre l’uomo alle sue passioni e farlo entrare in un piano di carità. Già nel caso di Caino, l’omicida, Dio promette che chi lio ucciderà sarà vendicato sette volte. Nel Deuteronomio, mettendo fine ad una giustizia sfrenata Dio limita all’ “occhio per occhio e dente per dente”. Oggi Gesù nel Vangelo ci dice di perdonare sempre e nella preghiera ci insegna “Perdona a noi le nostre colpe come noi le perdoniamo ai nostri  debitori”. Il perdono diviene un nuovo comandamento ed è scritto nel cuore stesso della preghiera dei suoi discepoli-

 

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